05
01 ] 02 ] 03 ] 04 ] [ 05 ] 06 ] 07 ] 08 ] 09 ] 10 ] 11 ] 12 ] 13 ] 14 ] 15 ] 16 ] 17 ] 18 ] 19 ] 20 ] 21 ] 22 ] 23 ] 24 ] 25 ] 26 ] 27 ] 28 ] 29 ] 30 ] 31 ] 32 ] 33 ] 34 ] 35 ] 36 ] 37 ] 38 ] 39 ] 40 ] 41 ] 42 ]

 

Da Madonna di Campiglio alle Cascate alte di Vallesinella

affascinante escursione fra giochi d'acqua e scorci panoramici cartografia

  • Segnavia : vari (A.P.T. - S.A.T.)

  • Difficoltà : altri itinerari turistici T con un breve tratto E

  • Tempi: Madonna di Campiglio - Malga Vallesinella alta h. 1,15 - Malga Vallesinella alta - Madonna di Campiglio h. 1,30 - Totale h. 2,45

  • Dislivello : + 253 m.

Approccio

Giunti a Madonna di Campiglio occorre recarsi in via Regole. Per far ciò dovremo raggiungere l’impianto a fune dello Spinale, proseguire tra quest’ultimo ed il parcheggio raggiungendo subito dopo una strada dove, svoltando a destra, scenderemo fino a trovare l’inizio di via Regole.

Qui ci attendono parecchi segnavia, tra cui quello che interessa a noi: "Vallesinella, Cascate alte". Proseguendo ancora per poche decine di metri notiamo sulla sinistra l’inizio del nostro sentiero. Non possiamo sbagliare perché anche qui ci sono, ben visibili, i segnavia. Se siete arrivati fin qui in auto è ora di posteggiare a bordo strada, lo spazio non è molto, o poco più avanti in un piccolo slargo.


La Malga Alta di Vallesinella.

 
Due particolari delle Cascate Alte di Vallesinella.

Descrizione del percorso

Iniziamo la nostra camminata (siamo a circa 1.525 m.) passando accanto a due belle panchine di legno, le prime di una serie, ed inoltrandoci nel bosco seguendo dei segnavia verdi-bianchi. Il sentiero è comodo, largo ed ombreggiato quindi molto piacevole da percorrere. Proseguendo troviamo altri segnavia (rossi e rossi-gialli) ed arriviamo ad un bivio (m. 1.535 c.): a destra si scende continuando il Giro di Campiglio (segnavia bianco-verde), mentre noi proseguiamo dritti. Sempre circondati da bellissimi alberi seguitiamo con una pendenza estremamente comoda raggiungendo un secondo bivio (m. 1.545 c.): da destra sale un sentiero, proveniente dalla loc. Palù di Madonna di Campiglio, che confluisce nel nostro. Subito dopo ecco un’altra panchina ed innumerevoli segnavia, francamente troppi visto che il sentiero è unico e non ci sono possibilità di errore!

Mentre i rumori di Madonna di Campiglio alle nostre spalle cominciano ad attenuarsi cominciamo a salire. Passiamo accanto all’ennesima panchina sistemata in corrispondenza di alcune rocce, una targa ricorda la morte di un passante avvenuta nel lontano ‘57, e con una brevissima rampa arriviamo a q. 1.570 circa, da qui scendiamo di poco per proseguire con dei comodi saliscendi. Pur trovandoci su di un sentiero largo occorre prudenza, infatti, il pendio alla nostra destra è piuttosto ripido ed una disattenzione può avere conseguenze nefaste. Arrivati a circa 1.565 metri troviamo il bivio con il Sentiero delle Rocce; qui notiamo una curiosa costruzione. Si tratta di un grosso ometto di sassi cementati fra loro con al culmine una grossa pietra, quest’ultima ricorda, in modo molto preciso, la potente mole del Crozzon di Brenta!

Lasciato il bivio proseguiamo con il sentiero di destra, dove troviamo i segnavia bianco-rossi della S.A.T., sempre con dei saliscendi. Uno slargo nel bosco ci permette di avere un bel panorama sulla Val Rendena con i solchi laterali della Val Nambrone e della Val di Genova, dopo pochi metri ecco che possiamo osservare bene anche il Doss del Sabbión con a sinistra la Pala dei Mughi. Troviamo dei tronchi disposti a valle del sentiero che servono a contenere l’erosione; si tratta di pochi metri un po’ esposti al cui termine ci attende una panchina con inciso il nome di una pensione. La pubblicità è l’anima del commercio ed il tormentone del viandante!

Ora si sale moderatamente per continuare poi con i soliti saliscendi, seguendo l’andamento naturale del terreno. Intanto cominciamo a sentire il fragore prodotto dalle cascate di mezzo di Vallesinella quindi, praticamente di colpo, sbuchiamo fuori dal bosco ed ecco la splendida vista del Crozzon di Brenta con a sinistra la Cima Brenta. Altri panorami ci attendono, per cui continuiamo rituffandoci nel bosco dove il sentiero diventa un poco più stretto. Dopo un tratto quasi pianeggiante superiamo una breve e leggera salita per trovare un altro varco tra gli alberi: nuovamente si offrono allo sguardo la Cima Brenta ed il Crozzon, mentre il sottogruppo dei Fracingli nasconde alla vista la Val Nardìs in cima alla quale sorge il Rifugio XII Apostoli. Tornati nel folto della vegetazione guadagniamo quota in modo quasi impercettibile poi, con una leggera salita, rasentiamo delle rocce ed usciamo nuovamente dagli alberi; ora, oltre che udirne il rumore, godiamo di una bella vista sulle cascate di mezzo di Vallesinella. Ancora una volta nel bosco proseguiamo fino a costeggiare la base di alte rocce aggettanti dove troviamo un piccolo slargo da dove si dipanano ben tre sentieri; siamo a circa 1.595 m. e possiamo approfittare della solita panchina per un breve riposo. Quando riprendiamo la marcia lasciamo a sinistra il percorso che sale a Malga Fevri ed al M. Spinale, a destra il sentiero Paoli che scende al Rifugio Vallesinella, da qui sbucheremo al ritorno, e tiriamo dritti seguendo le indicazioni per le cascate alte di Vallesinella.

Subito dopo superiamo un altro bel punto panoramico, rientriamo tra la vegetazione d’alto fusto (bellissimi faggi ed aghifoglie) e procediamo con i soliti saliscendi. Dopo una lieve discesa incontriamo un breve tratto di terreno corroso dall’azione di un ruscello, quindi riprendiamo a salire, sempre senza fatica alcuna, incontrando una serie di ruscelli; il mormorio del rivo, il fragore della cascata ci tengono compagnia! La presenza del liquido elemento è la caratteristica principe di questa escursione alla quale fanno da corona paesaggi rari e preziosi.

Un’ulteriore apertura tra gli alberi ci permette di osservare la Val Rendena poi alla nostra destra, laggiù in basso, la Malga bassa di Vallesinella, infine, seguendo con lo sguardo i cavi della teleferica, individuiamo anche il Rifugio Casinei. Un tranquilla salita ci separa da un altro spazio aperto dove una volta giunti possiamo vedere bene i Rifugi Tuckett e Sella sovrastati dalla possente mole di Cima Brenta.

Procediamo ancora nel bosco per sbucare su di un segmento di terreno dove ci sono rocce affioranti, bagnate dall’acqua di alcuni ruscelli. Davanti a noi si impone all’attenzione la Cima Grostè con a destra, separata dalla Bocchetta dei Camosci, la Cima Falkner, ancora più a destra ci sono i visibili Rifugi Tuckett e Sella, sovrastati dalle eleganti linee del Castelletto inferiore di Vallesinella e della Punta Massari; a destra di quest’ultima si notano le pareti strapiombanti e giallastre delle Punte di Campiglio. Rientrati nel bosco, ora abitato principalmente dalle conifere, perdiamo un poco di quota ed usciamo nei pascoli della Malga alta di Vallesinella proprio ad un crocicchio, confluenza di altri due sentieri. Qui troviamo i segnavia della S.A.T.: il primo sentiero alla nostra destra conduce al Rifugio Vallesinella senza passare dalle cascate alte, il secondo invece è quello che sceglieremo noi e che ci condurrà a visitare i salti d’acqua. Prima di proseguire però vi consiglio di spingervi fino alla Malga alta di Vallesinella (q. 1.681), la si intravede dietro ad alcuni alberi, che si raggiunge in pochi minuti. Andando alla Malga troveremo ancora un bivio con i segnavia S.A.T. per il Passo del Grostè ed il Rif. Graffer. Raggiunta la rustica, ma ben tenuta, costruzione possiamo rinfrescarci ad una bella fontana, sederci per gustare il panorama ed il posto bellissimo dove siamo, lasciando errare lo sguardo tra pascoli e rocce, mentre anche la Pietra Grande occhieggia dall’alto.

Tornati sui nostri passi, iniziamo a scendere prima comodamente, arrivando così di fianco ad uno dei torrenti che danno vita al Sarca di Vallesinella, poi con più pendenza. Proseguiamo con una leggera discesa poi il nostro percorso precipita, letteralmente, a valle con stretti tornanti mentre alcuni solidi ponti ci aiutano a superare tratti altrimenti impraticabili. Il fragore dell’acqua ci circonda e si fa assordante, l’acqua è dappertutto: sbuca da anfratti della roccia, precipita sia da destra che da sinistra, romba possente in ogni dove, è uno spettacolo stupendo! Ed aumenta man mano che scendiamo, mentre lo scenario cambia continuamente fino all’apoteosi finale quando, ormai ai piedi delle cascate, possiamo cogliere un colpo d’occhio magnifico!

Naturalmente questo spettacolo di Madre Natura non deve distogliere la nostra attenzione; quando scendiamo le acque non danno solo spettacolo, ma bagnano anche le rocce sulle quali transitiamo per cui attenzione a non scivolare.

Quando decideremo di allontanarci dovremo lasciare le cascate alle nostre spalle, seguire il sentiero che costeggia il tumultuoso torrente, superando ancora un paio di ponticelli di legno, poi la discesa termina. Costeggiamo il corso d’acqua con una tranquilla passeggiata, nel mentre il sentiero diviene una vera e propria stradina. Arrivati a fianco di un’ansa del torrente dobbiamo fare una deviazione di pochi metri a destra in quanto l’azione dell’acqua ha eroso la sponda ed il percorso, che ha parzialmente ceduto, è sbarrato da balaustre di legno. Continuando il nostro cammino scendiamo alla confluenza con una vera e propria strada bianca, qui ci sono le teleferiche dei Rifugi Tuckett e Sella (m. 1.540), quindi, superata una breve risalita che ci porta a circa 1.545 metri di quota, riprendiamo a calare, passiamo accanto alla teleferica del Rifugio Casinei, ed raggiungiamo il Rifugio Vallesinella (1.513 m.), in realtà un bell’alberghetto dove potremo decidere di fare una sosta e rifocillarci.

Quando ci sentiremo pronti per proseguire, evitando accuratamente di percorrere la strada asfaltata, imbocchiamo il sentiero Paoli che inizia proprio dietro il Rifugio Vallesinella ed è segnalato da un cartello di legno. Entriamo nel bosco cominciando a salire accompagnati sempre dal vociare dell’acqua; questa volta sono nuovamente le cascate di mezzo che intonano la colonna sonora. Attraversato un tratto di terreno aperto rientriamo tra gli alberi, siamo ancora una volta circondati da conifere e faggi, continuando con dei saliscendi. Transitiamo in corrispondenza di alcune balze rocciose bagnate dove il sentiero tende a franare ed ha subito lavori di sistemazione, proseguendo arriviamo all’altezza delle cascate di mezzo, superiamo un torrentello quindi arriviamo ad un bivio (m. 1.545 c.). Prendiamo il sentiero alla nostra destra, l’altro scende a raggiungere la strada asfaltata della Vallesinella, salendo senza troppo fatica poi superiamo spezzoni di sentiero quasi pianeggianti. Riprendiamo a salire uscendo ancora dal bosco, altro bel colpo d’occhio sulle cascate di mezzo, Cima Brenta ed il Crozzon. Percorsi ancora poche decine di metri di salita eccoci arrivare sotto le rocce aggettanti all’incrocio con il sentiero per Malga Fevri, il Monte Spinale ed il sentiero per le Cascate alte che abbiamo percorso all’andata. La salita è finita, possiamo riposare pacificamente seduti sulla panchina qui sistemata, per poi percorrere a ritroso il cammino già fatto raggiungendo alfine Madonna di Campiglio.

Note

Lungo il percorso troviamo una serie enorme di segnalazioni: a parte quelli celesti della forestale ci sono segnavia bianco-verdi, rossi, rossi-gialli, rossi-bianchi per non parlare poi del crocicchio a quota 1.595 c. dove, sulle rocce, ci sono scritte, frecce, numeri. Ognuno ha le sue idee ma secondo me tutto ciò e inutile e non serve ad altro che ad imbrattare! Quando agli incroci ci sono i pali con i cartelli segnaletici della S.A.T. non serva altro; è quantomeno stupido segnalare un sentiero che non ha nessun problema di orientamento con innumerevoli baffi di vernice. Utile invece sarebbe un’indicazione a q. 1.545, al bivio del sentiero Paoli; qui ci si può sbagliare scendendo a destra e ritrovandosi sulla strada asfaltata.

Il sentiero di rientro dal Rifugio Vallesinella a Madonna di Campiglio è un’ottima alternativa all’uso dell’auto, specialmente quando in piena stagione trovare un parcheggio in Vallesinella diventa un problema ed in più è a pagamento. Può tornare utile anche per chi utilizza la funivia del Grostè per fare escursioni che prevedono in ritorno a valle passando dalla Vallesinella; camminare sull’asfalto non è proprio un gran che!

| torna su |